Parlando con un agente assicurativo, l’altro giorno, mi è stata riferita la seguente frase: “nel nostro settore siamo tutti banditi. L’etica del lavoro è morta. Gente si venderebbe la madre pur di portare a casa un contratto”. Sembra che non c’entri particolare nella tematica di come ottimizzare un sito, eppure…

…Con dispiacere, ho dovuto rispondere a questa persona ciò che sappiamo più o meno tutti a riguardo: tutto il mondo è paese, l’etica del lavoro sta morendo in moltissimi altri campi settoriali e nel settore WEB (SEO, web designer, ecct) il problema è addirittura più accentuato.

Basta, infatti, farsi un giro su Google e ricercare pochissime keywords specifiche per rivoltare un terribile mondo. Intendiamoci, è sempre stato così e sempre lo sarà, ma quando vedo una Web Agency che PROMETTE AL 100% CASCASSEILMONDO di terminare al primo posto su Google nel settore di appartenenza del cliente, mi vengono degli infiniti brividi lungo la schiena. 🙂

Ottimizzare un sito, che sia blog o E-Commerce, WordPress o Opencart, è un processo che non comprende solamente una ottimizzazione tecnica, ma anche di stampo umano. Nella fattispecie, ottimizzare il ranking su Google è un processo lungo, non immediato e sicuramente non garantito da professionisti seri che vogliono fare questo lavoro a lungo.

Intendiamoci, alcuni soggetti potrebbero effettivamente avere trovato il modo temporaneo di inseguire questa chimera, ma ricordiamo che il settore Web è tutto in continua evoluzione e io, per etica professionale, non mi sognerei e mi azzarderei mai e poi mai di garantire al cliente una cosa del genere.

L’etica del lavoro è importante

Sono fermamente convinto, quindi, che fondare le basi su qualcosa di talmente volatile come questo sia un azzardo per tutti: per lo sviluppatore\web agency, per il cliente – di cui si approfitta, di fatto – e anche per i consumatori finali del cliente stesso. In questa ottica, ottimizzare un sito in maniera generale è un processo lungo, laborioso e che va ricompensato anche economicamente. Il rientro può essere alto, ma bisogna saper gestire i costi iniziali molto bene, e portare il cliente verso una “nave” adatta a lui.

Il lavoro del web designer e della web agency è accontentare il cliente, ma di riportarlo anche coi piedi per terra il più possibile. Il know-how di chi gestisce SEO, copywriter, struttura sito, deve essere un know-how di appartenenza sul campo. Se tu, cliente, vuoi la funzionalità e il gimmick tramite plugin figo encodato tramite plugin di Woocommerce e questo non serve a niente\appesantisce lo shared hosting\è deleterio, io ho il compito di avvertirti. Tutto questo continuo aggiungere cose inutili e proporre piani non efficaci o semplicemente di cui il cliente non ha bisogno, non è il corretto modo ottimizzare un sito e-commerce o vetrina.

Come in ogni lavoro a contatto con la gente, l’empatia è la cosa fondamentale – dalla cassiera al web designer, dall’ottico al commerciale. Senza empatia e gentilezza d’animo non si va da nessuna parte, poiché credo fermamente che il mondo del lavoro sia in realtà un rapportarsi con il mondo interiore dell’altro, e rendersi conto ad un livello più profondo di cosa abbia effettivamente bisogno l’individuo davanti a noi.

Non mi piace particolarmente essere “squalo”, ma preferisco essere un “delfino”, nella vita e nel mio lavoro. Con questo non intendo dire di farsi mettere i piedi in testa, ma di assumere un atteggiamento positivo: ripaga su tutti i livelli, oltre che economicamente, anche sulla propria salute mentale e fisica.

Considerami pazzo, ma adoro aiutare le persone – quando non fanno girare le scatole 🙂 Sia nel volontario, che eseguo regolarmente, sia in ambito lavorativo. Trovi maggiori informazioni sulla mia etica e sul mio curriculum qui. Sono orgoglioso di quello che ho fatto fino ad ora.

Per me, che adoro andare in bicicletta, le cadute fanno un male cane. Figurati in ambito lavorativo.

Esempi di ciò che, di solito, si sbaglia, nel creare o ottimizzare un sito

Tutto ciò che ti sto scrivendo sono elucubrazioni mentali personali, frutto della mia etica e delle mie esperienza passate. Ora ti elenco cosa, secondo me, si sbaglia troppo spesso, in una ottica ovviamente ideale del lavoro.

Non capire che davanti si hanno persone

Caso per caso, i competitor su Google sono agguerriti. Tutti si improvvisano SEO specialist, e molti ci riescono. Ho l’umiltà di non definirmi un SEO specialist, ma un semplice “sperimentatore”.

Google è fondamentale e importante, ma è totalmente inutile se non si attrezzano sezioni di landing adeguate, specialmente per E-Commerce con tanti prodotti. Mi rendo conto che sia la scoperta dell’acqua calda, ma bisogna rendersi conto che il cliente ha necessità nel giro di 2 secondi di:

  • capire che è un sito e-commerce e che può comprare la roba dalla piattaforma stessa – ti dico che non è così scontato, per esperienza…
  • rendersi conto che è benvoluto e non intimorito

Senza empatia, a riguardo, non si prenderà mai coscienza del secondo punto. Dobbiamo smetterla di vedere i clienti finali solo come carne da macello ignorante e becera. Cioè sì molti di loro lo sono in effetti e non si può negare… 🙂 Ma bisogna anche rendersi conto che, trovandosi esseri umani davanti, la prima cosa da fare è assicurare che abbiano il più possibile gli strumenti e la consapevolezza di avere davanti un professionista, pronto a rispondere alle loro domande e ad incassare anche eventuali insulti.

Io oltre a web designer sono anche un commerciante, per cui so ho la piccola presunzione di sapere un pochino (ma solo un pochino) di cosa parlo 😀

Affidarsi solo a Google

Riprendendo il discorso iniziato nel punto precedente, un altro errore è fare l’assioma Google = Tutto il lavoro finito.

Fare SEO, scalare Google, è certamente importante e una fetta enorme della componentistica di questo lavoro. Tuttavia se ciò non è coadiuvato da ottimizzazione  interna (termini poco chiari, prezzi troppo alti rispetto alla concorrenza, maleducazione dello staff, spedizioni in ritardo e pessima reputazione) il tutto si riduce a un nulla cosmico e a un tasso di conversione vicino allo 0%.

Tra l’altro, come ripetuto in precedenza, è tutto estremamente volatile in quanto alle regole semi-avanzate di Google. Se si vuole distruggere la concorrenza a riguardo, va fatto un piano di investimento serio con professionisti che seguono corsi di formazione in maniera regolare – il che porta a costi alti rispetto all’azienda, budget che potrebbe essere allocato meglio in forniture o altre targhettizzazioni di ADS, o per acquisto di nuove strutture e terminali, ecct.

Scalare Google non è facile, non è immediato, non c’è garanzia in ogni caso e mi sentirei in dovere di avvertire di questo i miei potenziali clienti. In definitiva, è ottimo fare SEO di base, ma non consiglierei a priori di distruggere gli altri a suon di scalate difficilissime su Google! Tanto più che il solito giochetto della keyword in primo posto è vecchio, stantio e ha sinceramente anche un po’ stufato.

Prendiamo, ora, ad esempio, una piccola realtà locale, che necessità di relativamente poco lavoro sul web: se tu sei nel settore della pizzeria e ti chiami Pincopallo14 Pizzeria e sei di Reggio Emilia, uno specialista SEO ti dice: “ti faccio diventare al primo posto se cerchi Pincopallo14 su Google“, allora saresti in dovere di rispondergli: grazie al ca’! 🙂

Le cose diventano più difficili nel momento in cui cercheresti Pizzeria Reggio Emilia. Ci sono circa 27.000.000 risultati, e se risulti già in sesta pagina e non riesci a scalare la competizione, sono soldi male investiti. E, se un concorrente decidesse di investire meglio di te sul web, allora tu dovresti investire ancora di più e ancora meglio di lui.

Non sempre il cliente finale ha necessità di andare su Google. Ho parlato con locali che non hanno bisogno di intraprendere un percorso di digitalizzazione, semplicemente perché hanno già la loro fetta di clientela, e non potrebbero reggere nuove entrate di gente dalla parte WEB. Se un cliente dice di no, vai avanti e cerca qualcun altro a proporre presenza online, digitalizzazione e ottimizzazione sito Web! Sii felici per loro, piuttosto di avercela – sii inoltre positivo, contagerai anche gli altri facendo ciò.

Google è fondamentale, ma non è tutto. Ottimizzare un sito significa, infatti, gestire anche ben altro, nella sua globale interezza.

Non gestire minimamente un social e non fidelizzarsi la clientela

In caso di E-Commerce, penso che attualmente i social completino e perfezionino l’offerta delle visite nude&crude. Ti faccio un esempio, dal mio sito di vendita, ottimizzato per SEO al massimo delle mie capacità individuali, e con 12.000 fan su Facebook:

Ottimizzare un sito significa anche monitorare costantemente gli elementi di entrata
Ottimizzare un sito significa anche monitorare costantemente gli elementi di entrata

Nell’ultima settimana ho avuto circa 1200 visite (per un e-commerce di nicchia). Organic search è Google; Social sono Facebook e tutti gli altri social che utilizziamo.

A volte il traffico social aumenta in maniera esponenziale e supera addirittura l’organic, finendo con l’essere il traino principale. E fino a qualche anno Facebook non possedeva un algoritmo limitante: ogni post che viene condiviso, su 12.000, viene visto solo su 300 persone… Questo perché non ho le risorse personali per fare web engagement, o sarebbe forse anche il doppio di visite. 🙂

Inoltre un social fidelizza la clientela, che torna con più probabilità; coadiuvato con un Mailchimp, si può targettizzare meglio la clientela e dare la credibilità necessaria per il futuro.

Cambiare di continuo le carte in tavola e correre nell’ottimizzare un sito e crearlo

Un errore che ho compiuto io stesso è stato cambiare di continuo carte, regole, sconti; ciò ha dato una impressione errata nella clientela fidelizzata. Una volta che si decide una linea sarebbe bene seguirla fino in fondo e approvarla in fase di staging. Mi sono trovato con un sito Woocommerce con database corrotto a causa di alcune scelte sbagliate: non sarebbe successo in fase di staging e, in questo caso, la fretta ha fatto il resto. E’ necessario prendersi il proprio tempo, senza vegetare in maniera estrema… ma nemmeno senza fare la maratona!

Dare troppo peso al giudizio degli utilizzatori del sito

Questa è dura. Oggettivamente. Il titolare del negozio deve essere in grado di discernere eventuali capricci della clientela, e giudicare con serenità d’animo cosa si riporta a lui.

Saresti sorpreso nello scoprire quante persone non riescono ad adattarsi, a cambiare mentalità e a bollare il servizio che dai nella maniera più cattiva possibile, in ambito web ed e-commerce. In questo caso, devi renderti conto che il cliente è un mondo a te totalmente a parte, e il punto di contatto tra di voi è principalmente la tua volontà di servirlo e aiutarlo. So che è dura, e se hai lavorato al pubblico so che spesso non sopporti le richieste assurde delle persone.

Dietro a un monitor potresti avere idea che la situazione si addirittura amplificata! Alcune persone sono cattive, giudicano senza conoscere i tuoi sforzi, altri scrivono in maniera talmente brutta che hai sempre l’impressione ti stiano attaccando. Bene, dalla mia esperienza ti dico di tenere il 30% di quello che ti dicono e lavorare per migliorarlo; il restante è il cliente che deve adattarsi al sito, non il sito che deve adattarsi solamente a un cliente. E’ ora che anche gli utenti finali si prendano le proprie responsabilità e si adattino alla situazione – molti non sanno nemmeno che cosa porta realmente una certa scelta di design.

Non è solo questione di ottimizzare un sito, ma anche di gestirlo a lungo termine con spese efficaci e rientri durevoli nel tempo, e questo aiuta molto.

E’ brutto da dire, ma devi vedere il tuo risultato finale (o quello del tuo cliente), come il fatturato. I numeri fanno fatica a mentire, dove le nostre emozioni ci rendono più fallaci. Gli “utonti”, come si chiamavano una volta, faranno pace con loro stessi e con la loro incapacità e lamentele, se i numeri che raggiungi finanziariamente sono buoni. Tu comunque raccogli con professionalità le loro lamentele, perché possono veramente migliorare il tuo sito, la navigabilità e portare a galla decine di problemi che non avevi considerato prima.

Tu devi fare il tuo e rispettare il cliente – ma dai giusto peso alle cose, nell’ottica “zen” che io tanto ammiro e adoro 🙂

Conclusioni

Questo è quello che ti consiglio:

  1. Non ascoltare chi ti promette magie alla Wanna Marchi
  2. Se possibile evita gli improvvisati: il sito web è importante, senza un budget adeguato “tuo cugino” te lo saprà anche fare, ma non avrà gli strumenti per ottimizzarlo al meglio e non avrà esperienza approfondita (a meno che tu non sia un masteroseowebmasterofinfinity o quelle parole inglesi che van di moda ultimamente). Se ci tieni alla tua attività e credi di essere un professionista serio, i tuoi collaboratori non possono essere improvvisati e il budget DEVE essere adeguato. In questo caso, infatti, ottimizzare un sito diventa per forza di cose secondario, e ti puoi ritrovare con un pugno di mosche in mano. Se non sei sicuro di dare migliaia di euro a una web agency, molla l’idea, perché significa che vuoi fare le cose a metà sul mondo di Internet.
  3. Non credere che tutto caschi dal cielo: qui si lavora. Ho impiegato 7 anni ad avere una posizione stabile con una mia attività di e-commerce web sviluppata interamente da me, e dio solo sa quanto ho sacrificato nel processo.
  4. Se sei uno sviluppatore web, dai il giusto peso alle critiche e punta ad una empatia profonda con chi stai lavorando: te lo dico da essere umano e da titolare di e-commerce, conosco bene l’inferno che sta passando chi ha una attività.
  5. Crea sempre un progetto in base a quello che hai bisogno (o di cui ha bisogno il tuo cliente), più che a quello che vuoi fare. Non ti serve un cloud hosting se hai una pagina – blog; non ti serve necessariamente Woocommerce o quel CMS lì che sembra bello, se vuoi contenere in maniera ampia i costi e ottimizzare un sito per sfruttare il massimo delle sue potenzialità.
  6. Rapporta sempre il tempo che spendi con quello che ricavi. Il ROI non è solo finanziario, ma anche emotivo e personale. Se passi le notti per un tozzo di pane ad ottimizzare un sito, non aspettarti automaticamente rispetto dal tuo cliente: potrà dartelo a parole e forse ci crederà anche, ma quando gli chiederai il giusto compenso, è possibile possano sorgere guai e risentimenti, anche con un “prezzo di favore”.
  7. Non dire sempre sì al cliente. Il cliente non ha sempre ragione, e tu lo sai bene. Non permettere al cliente di farti perdere tempo continuamente in baggianate e che non portano a nulla, perché lui queste baggianate non le vorrà pagare. Accontentatelo, ma senza essere il suo zerbino, e mettilo bene in chiaro. In fondo, lui vorrà pagare solo per vedere il giusto numero di rientro economico a fine lavoro, non per un paragrafo che nella sua mente contorta pensa sia disallineato di 1px al resto del modulo e che ti fa allineare a mano per 15 minuti buoni.
  8. Davanti a te hai persone, a volte arroganti, a volte spaventate; in alcune occasioni sono “analfabeti digitali”, in altri cercheranno di fregarti con tutto loro stessi. E’ il gioco della vita. L’importante è non perdere la testa: i problemi si possono risolvere, la maggior parte delle volte in maniera pacifica. Non conosci la storia personale di chi hai davanti e non sai cosa sta passando. Se non hai possibilità di ottimizzare un sito, crearlo e gestire un cliente, non preoccuparti. La tua umanità, capacità di giudizio e la tua professionalità attrarranno magnifici clienti, che tu sia un web designer o un titolare di e-commerce.
Quando non sai che pesci pigliare e i conflitti di WordPress ti fanno sentire malissimo, vai fuori e osserva un bellissimo fiore! Starai molto meglio, vedrai.

Aggiungimi su LINKEDIN e, se hai bisogno di qualcosa, se hai in mente un progetto, o se sei una Web Agency e ti va di assumermi: fammi sapere!
Da Back-Office a web designer a gestore di e-commerce, sono tutto in uno!