La musica dà ritmo alla vita. Infatti, nei momenti della giornata più disparati, una buona dose di musica è praticamente necessaria. D’altro canto, se una volta il lavoro veniva visto in maniera diversa e meccanica, con logiche molto più rigide, oggigiorno il mercato del lavoro è in continua evoluzione: siamo quasi tutti a Partita IVA, e anche chi non lo è soffre quasi ogni giorno; perché, quindi, non pensare all’importanza della musica mentre si lavora?

Mi spiego meglio cosa voglio dirti. Forse il preambolo lo troverai un po’ lungo, ma voglio “prenderla larga”!

La percezione oggigiorno, per noi “giovani” – di cui mi fregio di fare parte, ancora per poco, nonostante io mi senta profondamente giovane dentro, è di un mercato del lavoro in continuo mutamento, senza garanzie e senza possibilità di totale serenità psicologica.

Voglio dire, se sei a Partita IVA come me, saprai esattamente cosa ti sto dicendo. La tua piccola azienda può andare bene quanto vuoi, ma resterà sempre un fortissimo stress psicologico, se ne sei il titolare. E le cose non andranno sicuramente per nulla bene nemmeno in ambito di contratto, determinato o indeterminato che sia: conosciamo tutti benissimo la realtà attuale del lavoro e i problemi sociali che dobbiamo continuamente affrontare.

Sia che tu i ritrovi ad essere un non-dipendente a servizio di qualche Azienda che ti usa a Partita IVA in maniera continuativa, o un dipendente a tempo determinato e indeterminato, forse hai avuto il mio stesso percorso: avrai forse fatto parte di un ambiente di lavoro in qualche misura bullizzante e discriminatorio, con titolari spesso anziani e incapaci a far gioco di squadra. Nella fattispecie, se sei un uomo inserito in un ambiente maschile, avrai piene le orecchie di commenti sessisti, volgari e fuori dal tempo; se sei una donna forse avrai avuto anche problemi estremamente più gravi.

Devo dirti la mia opinione: che tu sia autonomo, dipendente o semi dipendente, tutti siamo fortemente sotto stress e, sebbene il mercato del lavoro ci chieda flessibilità e piegamento dei nostri ideali, non è difficile sentirsi spezzati e schiacciati dal peso del lavoro d’oggi.

Ti confesso che, secondo me, lo stress c’è sempre stato in ambito lavorativo. Nella fattispecie, ad esempio, ho dirette testimonianze “dal passato” in famiglia. L’unica cosa che è cambiata è la tutela del lavoratore e la stabilità per cui si è lottato. Come a dire: va bene prendersi gli insulti – o l’ansia di far quadrare i conti, se sei libero professionista, ma almeno farlo con un minimo di sostegno, che sia economico o psicologico. E la discussione sulla musica mentre si lavora continua, con connotazioni forse per te inaspettate.

Il lavoro non è solo un meccanico scambio muscolare o intellettuale

Ciò che dobbiamo aspirare, in quanto generazione gravemente colpita in ambito lavorativo, è di prendere il nostro lavoro non come un mero “strumento di sostentamento”, ma di ridefinirlo in modo da farci evolvere a livello interiore.

Per i lavori meccanici si fa più fatica, logicamente; mentre per i lavori come i nostri, di stampo più intellettuale e creativo, si tratta di una immensa opportunità per nobilitare il nostro essere.

Il percorso formativo che ognuno di noi compie è palese che non finirà mai, volenti o nolenti! Ed è, quindi, altrettante palese che in questo pazzo e folle mondo del lavoro, sovrastato dalla non-etica sociale e personale, è necessario riuscire a far passare il messaggio che: sì, specialmente “noi giovani” siamo gravemente colpiti dalla crisi sociale ed economica del mondo, ma siamo anche in grado di sfruttare le nostre opportunità e disavventure per renderci persone e, di conseguenza, lavoratori migliori.

In questo modo – te lo garantisco sulla mia pelle – il tuo percorso sarà estremamente interessante, e potrai, con un percorso interiore effettuato semplicemente lavorando in maniera emotivamente profonda e meno superficiale, arrivare ad una semplice domanda:

Sto facendo tutto questo per me. Ma… cosa posso fare per gli altri?

Ti assicuro che, quando sarai giunto autonomamente a questa domanda, è perché avrai raggiunto una sensibilità al giorno d’oggi necessaria per capire il tuo percorso futuro e per farti compiere scelte, anche importanti.

Il nostro obiettivo è ispirarci a vicenda, parlarne, essere un esempio per gli altri. Se tutti lo fossimo, allora sì che potremmo dire che questi anni terribili sul fronte lavorativo sono stati le fondamenta per la società del futuro.

Lo so che è difficile. Ed è proprio per questo che, secondo me, è necessario richiamare un nuovo ordine personale. Il cambiamento del lavoro inizia da noi e dalle nostre capacità di instillare etica, emotività, sensibilità e profondità, in un mondo dominato da sentimenti biechi, capitalismo becero. Noi siamo meglio di così e non è necessario vergognarsene.

Tutto ciò passa dal miglioramento, seppur minimo delle nostre condizioni lavorative – non solo sul fronte tutele e contratti, di cui oggi (tristemente) sembra che ci stiamo battendo proprio poco. Ma, per diventare persone migliori, passiamo per forza dal lavoro; ed è importantissimo e fondamentale aumentarne la qualità, così come anche quella del tempo a cui esso dedichiamo.

Diciamocelo chiaramente. Il lavoro è la nostra vita. Se vivo in una casa orribile, la ri-tinteggerò e tenterò di sistemarla. La riparerò, ne cambierò il colore e comprerò altri mobili, per renderla migliore e assumerla come specchio di me stesso; perché non fare lo stesso con il lavoro?

Se vivo in una casa di merda, almeno cercherò di adattarmi. Non è forse così? E perché non possiamo prendere il nostro lavoro – ovvero il nostro essere e la nostra dedizione – e migliorarne le condizioni?

Te lo dico: è durissima e so bene quante urla, incazzature o errori hai fatto o ricevuto. Succederà di nuovo, e ne sei profondamente cosciente. Ma ciò non dovrebbe demoralizzarti. I “cattivi”, che siano i tuoi titolari o i tuoi clienti. non la avranno vinta. Perché tu non ti abbatterai, ma troverai sempre una soluzione. Alla faccia loro, tu diventerai una persona migliore. 🙂

Attualmente io sono sia web designer, sia titolare di un e-commerce. Le mie lunghe sessioni di lavoro devono essere, tassativamente, impegnate da un sottofondo musicale che mi ispiri e da cui io possa vivere di emozioni, che poi traspongo in ciò che faccio.

Sembra una sciocchezza, ma ti assicuro che il mondo è diverso, quando c’è la musica. I colori sono diversi. Il profumo cambia. I ricordi saranno migliori – e ci resteranno solo quelli, un giorno.

Alligator” – Of Monsters and Men

La Musica mentre si lavora

Noi creativi e – a volte nostro malgrado- intraprendenti, abbiamo l’onere non sempre facile di vivere in un qualche modo di arte. Un web designer deve avere per forza sensibilità artistica e capacità di logica; un assicuratore deve per forza possedere una spinta emotiva per convincere e credere nel suo progetto personale.

Un programmatore web deve, paradossalmente, trovare la spinta emotiva di “viaggiare” per tutto il tempo della sua compilazione codice. Anche lui ha bisogno di sensibilità per poter effettuare il suo lavoro nel migliore dei modi.

Sembra una sciocchezza, ma le persone più felici del mondo non sono persone che guadagnano decine di migliaia di euro al mese; di solito sono le persone che amano il proprio lavoro e ne possono vivere di questo, nel frattempo anche emozionandosi.

Il lavoro NON E’ UNA STERILE PERDITA DI TEMPO! Forse, lo può divenire un lavoro che si odia, o un lavoro di rimpiazzo; lo sappiamo tutti, abbiamo fatto cose sgradevoli per vivere, e lo faremo di nuovo. Non sempre è possibile ragionare in termini così idealistici. Eppure, molto spesso, è la mentalità che blocca un apprendimento, una evoluzione o una nobilitazione di animo. A volte siamo perfettamente ciechi di fronte alle opportunità che ci vengono date, e ne riconosciamo il valore solo quando le perdiamo.

Devi sapere che viviamo in una strada di cui non sappiamo nulla. Non possiamo vederla dall’alto e non possiamo sapere qual è la via “migliore” per tutti noi. L’unica cosa che possiamo fare è tirare le somme, con positivismo quando possibile, ed essendo coscienti che qualunque attività in cui ci impegniamo è connotata da un profondissimo bagaglio culturale ed emotivo che ci rende quelli che siamo.

Proprio per questo, sono fermamente convinto che la musica sia un elemento necessario per lavori di ripetitività e creatività. Non ci fa spegnere il cervello e ci rende creativi. Ci accompagna, come una brezza sul mare, trasmettendoci a livello inconscio concetti ed emozioni che ci sono propri, definendoci con il nostro proprio essere.

Un lavoro pesante, noioso e ripugnante può diventare una stupenda opportunità per instillare il nostro animo e la nostra passione anche nelle virgole più insignificanti e piccole. Diamo valore al nostro essere in questo modo, e saremo sicuramente d’ispirazione per chi è in grado di vederci. Non puoi immaginare quanto questo possa essere importante.

Dobbiamo essere di ispirazione, per noi e per gli altri. Come esseri umani, questo è l’unico modo che abbiamo per emozionarci ed evolverci in una società migliore – più giusta, umana, ed equa, in modo che nessuno di noi possa soffrire in futuro ciò che ci fa più male: non essere riconosciuti, vivere l’eterna e profonda paura di fallire nella nostra vita. Di sicuro capisci che cosa intendo.

La musica è un mare di spinta emotiva e caratteriale che è necessaria per riuscire a essere ciò che siamo e a fare un lavoro migliore. Nella fattispecie, la musica mentre si lavora dà un inestimabile valore aggiunto al nostro intero mondo.

Come probabilmente te, non guadagno molto. Sono una ditta individuale a partita IVA. I problemi mi logorano la mente e per le scadenze si tratta sempre di effettuare i salti mortali. Eppure, quando riesco a lavorare a un progetto in tutta serenità e con una gamma di musica perfetta, io sto bene.

Mi sento bene. Devo ammetterlo. Tutte le emozioni che assorbo dalla musica che sento mi ispirano fortemente. Se sono in team, prediligo la musica classica – universale e ritmata, dà un senso e un filo rosso a tutto il gruppo, unendoci e calmando anche i bollori e le incongruenze caratteriali. Se sono da solo, i miei artisti preferiti mi accompagnano spesso in cuffia, esprimendo tutto il mio essere in ciò che faccio. La musica mentre si lavora è uno strumento potente, ed è uno dei pochi che abbiamo per cambiare noi stessi questo immenso ma logorato mondo.

In questo modo siamo noi stessi. Non ci fermiamo di fronte a nulla. Viviamo il doppio, per molto più tempo.

Sì, hai ragione. A volte è difficile concentrarsi, e spengo la musica mentre si lavora. Ma, appena posso, la riaccendo. Respiro, ringrazio di essere vivo e vado avanti. E tutto pesa un po’ di meno – che stia lavorando nel buio della notte o al crepuscolo. 🙂

We are the sleepers, we bite our tongues
We set the fire and we let it burn
Through the dreamers, we hear the hum
They say come on, come on, let’s go
So come on, come on, let’s go

We Sink” – Of Monsters and Men