Considerazioni sulla Teoria del Tutto di Stephen Hawking

Considerazioni sulla Teoria del Tutto di Stephen Hawking

Ho recentemente letto la Teoria del Tutto. Un libro delizioso, non eccessivamente complesso, che di fatto è una pietra miliare della divulgazione scientifica.

Mi è venuto da pensare a un paio di cose. Quella principale è che ci sono connessioni dovunque, reti di relazioni che s’intrecciano in numerose singolarità.

Mi spiego meglio, portando alcuni esempi pratici.

C’è da rendersi conto che la struttura dell’Universo è incredibilmente simile, come percorsi, alla struttura del cervello umano.

Entropia: il secondo principio della termodinamica afferma che l’energia termica (il calore) fluisce sempre da un corpo più caldo a uno meno caldo e mai in direzione contraria. (Focus)

La seconda legge della termodinamica afferma che l’entropia del sistema combinato è maggiore della somma delle entropie dei sistemi di partenza presi singolarmente. Significa, in altri termini, il risultato di due fattori potrebbe essere più ordinato o disordinato (per semplificare all’osso, visualizzate nella mente il concetto che 2 + 2 fa sempre più di 4, in questo caso nel sistema combinato buco nero-particelle).
Bene: la Psicologia della Gestalt ha il suo fondamento sul principio che il tutto è diverso dalla somma delle parti. Vuol dire che la forma risultante non è il prodotto di due elementi, ma questi elementi formano un nuovo prodotto, un risultato sempre maggiore di 4 con 2 + 2, poiché gli elementi in gioco sono influenzati e influenzano l’ordine delle cose in risultato finale

Nello studio dei buchi neri, Hawking parla di particelle virtuali. Sono indeterminate, sono fluttuazioni quantiche e non sono reali, poiché non possono essere osservare direttamente con un rilevatore di particelle. Ma si possono studiare i loro effetti indiretti sull’energia degli atomi e delle orbite degli elettroni. Sappiamo che ci sono, grazie a questi effetti, ma non le vediamo. Esattamente come Freud che, nella sua Psicoanalisi, afferma che l’inconscio (l’Es) si può rilevare solo nei sogni: c’è ma non possiamo vederlo, possiamo solo studiarne gli effetti!

Credo che la scienza della struttura della realtà e del mondo, specialmente quella dell’Universo, possano avere correlazioni profonde e similitudini riguardo alla natura umana e naturale. Sono fermamente convinto che quello che scopriamo del mondo, in qualunque campo, possa essere collegato a ricondotto ad aspetti incredibili e sorprendenti in tutti i campi dell’esistenza, del sapere, della letteratura, della psicologia, della sociologia…

Le considerazioni che pongo in questo articolo sono interessanti, con i limiti che ovviamente possiedono e la probabile fallacità con cui ve li pongo, oltre che per evidenti deboli collegamenti e forse addirittura anche un po’ forzati. In fondo, si tratta “solo” di teorie messe in collegamento. Ma sono spunti su cui riflettere per andare nella “direzione giusta”.

Astronomia, materie umanistiche e matematiche non sono così distinte: siamo prodotti di realtà, e aveva ragione da vendere chi diceva che siamo i figli di un Universo che vuole capirsi. Per farlo, ci vuole una spinta sociologica e personale, una apertura di mente e una elevazione culturale ed empatica, una apertura al sapere individuale e l’aspirazione ad essere sempre migliori di ciò che siamo. Nelle continue epoche di degrado dell’essere umano, questo forse ci appare più difficile dell’individuazione e del ragionamento sui parallelismi cosmici e umani che possiamo trovare in natura.